Una settimana fa l’America che ama il basket impazziva per il Draft Nba. Come sempre, è successo di tutto. Scambi, follie, giocatori in ascesa e altri che crollano, delusioni, fischi,. Di tutto.
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Ma quante cose ha fatto Kevin Pritchard, il gm di Portland? Tra le mani gli sono passati Jerryd Bayless, Brandon Rush, Nicolas Batum, Darrell Arthur, Joey Dorsey, Omer Asik, Trent Plaisted e Mike Taylor. Dopo un turbine di scambi si è ritrovato con Bayless, Batum e Dorsey e una definizione unanime: “E’ un genio”. Non si sa come ma ancora una volta è riuscito a prendere il meglio.
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Casa Clippers. Don Sterling, il proprietario, non cambia mai. Dice: ho un free agent in fieri, cosa faccio, gli propongo un bel rinnovo succoso o risparmio scegliendo al Draft il suo sostituto, che oltretutto è più giovane e costa meno? La seconda baby, la seconda. Risultato: dalle porte girevoli esce Maggette ed entra Eric Gordon.
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A Miami ci hanno provato. Era dal giorno in cui Chicago ha vinto la Lottery che i giornali della Florida ci davano dentro coi (presunti) rumors: “Che fortuna i Bulls, adesso potranno chiamare Beasley”. “La prima scelta? Chicago ha bisogno di un’ala forte con punti nelle mani, Beasley è il loro uomo”. Appunto, ci hanno provato. Poi si sono arresi, perché i Bulls non potevano dire no a Derrick Rose. Solo che lo voleva anche Pat Riley a Miami. Anzi: era l’unico che voleva. Ma perché, poi? Beasley sembra fatto su misura per giocare con Wade….
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Sembrava un draft carico di talenti nel ruolo di power forward. Atletoni immaturi, ma pur sempre talenti. Risultato? In una parola: coventrizzati. Anthony Randolph cade fino alla 14, Marrese Speights fino alla 16, JaValee McGee alla 18, DeAndre Jordan addirittura alla 35, fuori dal primo giro. Cinque anni fa sarebbero andati tutti nella Top Ten. Oggi ci va solo Kevin Love, che a differenza dei talentoni salta la Gazzetta del martedì, ma sa giocare a basket.
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Per la serie “D’Antoni? D’Antoni chi?” i Phoenix Suns rimuovono in un nano-secondo gli ultimi anni della franchigia scegliendo Robin Lopez, centro bianco dedito solo alla difesa, che con D’Antoni in panca sarebbe stato buono per portare le borse. Forse.
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Draft profondissimo: i Bulls devono rinunciare a 3 seconde scelte per prendere un turco (Asik) che potrebbe restare al di là dell’oceano per i prossimi 5 anni.
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Incredibile la notte di Darrell Arthur, ala forte da Kansas, che finisce a Memphis dopo essere passato tra le mani di altre tre squadre. Praticamente un pacco postale, e dire che è campione Ncaa in carica.
- Retrospettiva finale: qui il primo giro e qui il secondo. Qui i commenti, ottimi da rileggere tra qualche anno: DraftExpress, Espn, Sports Illustrated.
- E c’è già chi pensa al 2009: pare che non sarà un gran Draft, ma c’è da giurare che al solito, ne succederanno di tutti i colori.
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