Avery, abbiamo un problema. Avery è ovviamente Avery Johnson, “The Little General”, Coach of the year 2006 coi Dallas Mavs, da cui ha da poco divorziato. Il problema è l’erba. Quella che si fuma e non si calpesta. Quella che – a playoff ancora in corso – l’ala dei Texani Josh Howard ha candidamente ammesso di fumare durante l’estate. Difficile che coach Johnson l’abbia catalogata tra le idee geniali, visto tra l’altro che il buon Josh ha accompagnato la super rivelazione ad una serie penosa contro New Orleans, roba da 12 punti col 29% dal campo di media. Dice: beh, ma adesso cosa gli frega al Piccolo Generale, saranno cavoli di Rick Carlislie che ha preso il suo posto a Dallas. Giusto, più che giusto, ma qual è l’unico team Nba al momento senza allenatore dotato degli asset necessari per attrare Avery più dell’anno sabbatico (pagato da Dallas, ovvio)? Ma i Chicago Bulls, ovviamente, che di questi temi non si fanno mancare nulla. E dove gioca quindi il giovane lungo di belle speranze pescato con troppo alcool in corpo e troppa maria nelle tasche? Esatto, a Chicago. La notizia dell’arresto di Joakim Noah, rimbalzata anche in Italia, deve essere finita anche nella rassegna stampa del Generale. Proprio adesso che sembrava di essere ai fiori d’arancio. Meno male che è in arrivo Derrick Rose. A proposito, letta sul Chicago Tribune una delle più belle battute degli ultimi tempi. Sintetizzando e traducendo non alla lettera: “I Bulls erano colpevoli nella stagione passata di crimini contro la pallacanestro e si meritavano una scelta a metà primo giro. Avevano l’1,7% di possibilità di vincere la Lotteria e l’hanno vinta. Vedete? Il crimine paga”. E’ del columnist Rick Morrissey e l’articolo completo è qui.
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