La beffa

Ci sono immagini che non hanno bisogno di commenti. Ad esempio quella di Mike D’Antoni, alfiere dei New York Knicks alla Lotteria 2008, quando scopre che la sua squadra sceglierà soltanto al numero 6. Un primo piano di undici secondi su un uomo a metà del guado tra l’imbarazzo e la devastazione interiore. Tra l’altro la sfiga ha voluto che la prima scelta assoluta finisse a Chicago, nelle mani di quei Bulls che il buon Mike ha rifiutato, preferendogli proprio la Grande Mela. Per una volta D’Antoni, che vanta la reputazione di talentuoso quanto fortunato giocatore di carte, pare aver puntato su quella sbagliata. Ovviamente “pare” è la parola chiave: anche New Orleans uscì come un cane bastonato dalla Lotteria del 2005, quando ottenne solo la quarta scelta in un Draft in cui c’erano due giocatori considerati una spanna più forti degli altri. La storia insegna che i due erano nient’altro che Bogut e Marvin Williams e che la quattro è bastata ampiamente per Chris Paul. Per non parlare dei Boston Celtics, beffati due volte in dieci anni da questo crudele meccanismo di selezione, che nel 1997 gli tolse di mano Tim Duncan e nel 2007 ha fatto altrettanto con Greg Oden. Dal primo colpo i Verdi non si sono mai ripresi, dal secondo si sono tirati su in poche settimane, il tempo di portare a casa Allen e Garnett. Perciò piano coi giudizi affrettati…

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