Il complotto

Se cercate un modo per far arrabbiare David Stern ditegli che credete nel Complotto. Senza bisogno di ulteriori spiegazioni. Perché anche 23 anni dopo, per il Presidentissimo, il Complotto con la “C” maiuscola è uno e uno soltanto: la vittoria dei New York Knicks nella Lottery del 1985. Era il primo anno in cui le scelte del Draft Nba venivano assegnate con il metodo dell’estrazione e com’è come non’è la spuntarono i Knicks. Il più grande mercato commerciale d’America. Nell’anno in cui la prima scelta significava il diritto a vestire con la propria canotta mr. Patrick Ewing, totem d’area da Georgetown dal futuro assicurato. Ce n’era a sufficienza per gridare allo scandalo. Infatti si gridò e non si è smesso di farlo. Di più: col tempo sono fioccati i dettagli. Le regole erano semplici: una serie di buste dentro un’urna, ognuna con all’interno il logo di una squadra. Si procede all’estrazione, una busta per volta. L’ultima che rimane è quella vincente. Secondo i teorici del complotto Stern riuscì a decidere le sorti della Lottery perché la busta dei Knicks era riconoscibile al tatto. A seconda delle versioni era stata scaldata, messa in ghiacciaia oppure aveva le orecchie agli angoli. Ecco, per gli amanti di questo genere di intrighi, domani notte (martedì 20 maggio alle 8 della sera, ora della costa orientale Usa) potrebbe andare in scena la replica. A Secaucus, New Jersey, c’è infatti l’annuale Lotteria. New York è ancora il più grande mercato Usa e ha di nuovo bisogno d’aiuto, perché la squadra fa pietà. Adesso però in città c’è un nuovo coach, Mike D’Antoni, che è pronto a incendiare il Garden. Servirebbe giusto un’aiutino della Dea Bendata, per arrivare magari a Derrick Rose o Mike Beasley. I Knicks hanno il 7,6% di chance di vincere. Pochine, ma i complottisti sono sempre in agguato. Stern però non ci sta e giura sulla correttezza del procedimento. Chi vivrà vedrà, ma in America è un argomento di stretta attualità. Ne ha parlato domenica il New York Daily News con una buona dose d’ironia. “La questione non è come Stern riuscì 23 anni fa a fare ciò che fece. La questione è, come riuscirà a farlo di nuovo?”.

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