Succede sempre così, anche ai migliori. Ad un certo punto tirano il freno, scendono ed è finita. La corsa di Christopher Mayce Edward Webber III era finita da un po’. Era tornato a Golden State, ma non ne aveva più (http://www.nba.com/playerfile/chris_webber/). Qualche giorno fa ha detto basta. Lascia un grandissimo del basket Usa degli ultimi 15 anni, un giocatore fantastico che ha avuto molti talenti e molte vite. La prima ai tempi dei Fab Five di Michigan, quando la forza di schiacciare con gli avversari aggrappati alla schiena andava a braccetto con la capacità di entrare nella storia dalla parte sbagliata (qui il famigerato time-out chiamato alle Final Four Ncaa del 1993 http://it.youtube.com/watch?v=NH1ujxNwrkA). Chris è comunque un fenomeno e lo dimostra anche al piano superiore: ha il fisico di un Dio Greco, gioca fronte e spalle a canestro, è atletico, va a rimbalzo, stoppa, ha il ball-handling di un esterno e passa la palla splendidamente. I primi anni di Nba passano tra Golden State e Washington: il ragazzo stilla talento come un fico maturo, ma inanella qualche grana e tante sconfitte. Poi nella Capitale qualcuno decide che farsi del male è sempre un piacere e lo cede a Sacramento (per Mitch Richmond e Otis Thorpe… http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9D01EEDC1030F936A25756C0A96E958260) e CWebb esplode. A cavallo tra il vecchio e il nuovo secolo i Kings danno spettacolo (http://www.youtube.com/watch?v=doDkDrQSp7M) e Webber li guida fino alle porte dalla terra promessa. Porte che Shaq & Kobe non aprono, ma se volete un mondo perfetto ditelo: http://www.nba.com/playoffs2002/west_finals.html). Nel frattempo Chris è cambiato. L’esplosività degli anni d’oro è un ricordo, gli infortuni non si contano e ogni volta gli tolgono qualcosa, lo rendono sempre più un giocatore orizzontale. La difesa, di suo orientata all’obiezione di coscienza, peggiora addirittura. In compenso si apprezzano di più il magnifico jump-shot e le capacità di passaggio (memorabili i giochi alto-basso con Divac). Nel 2005, dopo 95 gare perse per infortunio in due stagioni, Webber passa a Philadelphia. C’è ancora il tempo per qualche lampo di classe, ma il tempo indietro non torna nemmeno per i grandi e negli ultimi tempi è talmente incollato al suolo che vederlo giocare fa male al cuore. Chapeau, grande Chris, come te se ne sono visti pochi. È d’accordo anche la Espn, sul cui sito sono comparsi due interessanti articoli retrospettivi. Uno: http://sports.espn.go.com/espn/page2/story?page=simmons/080328. E due: http://sports.espn.go.com/nba/columns/story?columnist=adande_ja&page=Webber-080326. Infine qualche brivido dimenticato: http://www.youtube.com/watch?v=S-1Ns2o8Edo&feature=related.
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