Big Al, l’affare del Mac

nba_g_jefferson_580.jpg“E’ più forte di quanto pensassi. E che era forte lo sapevo”. Difficile coccolare uno della stazza di Big Al Jefferson, ma il suo Gm Kevin McHale ci prova (http://www.twincities.com/timberwolves/ci_8201796). Di aver preso un diamante lo sapeva. Se lo aspettava un po’ grezzo, ora sospetta di essersi ritrovato tra le mani il Ko-hi-noor. Di questi tempi il suo ragazzone sta straripando, a 29 punti e 15 rimbalzi di media nelle ultime 5: http://sports.espn.go.com/nba/players/gamelog?statsId=3832. E il Mac sogghigna, mentre vede svuotarsi il carro di quelli che “…ha regalato la Franchigia ai Celtics”, “…almeno 5 squadre gli offrivano più di Boston ma lui ha voluto dare Garnett al suo ex compagno Ainge”, “…vincerà il titolo di Executive of the Year…sì, ma per i Celtics”. Chiaro, sull’altra sponda la trade (http://sports.espn.go.com/nba/news/story?id=2956103) la rifarebbero a occhi chiusi, perché l’Nba è una brutta bestia e se hai una chance di saltare sul treno che porta all’anello e non la sfrutti rischi che poi non torni più. Però se a Big Al aggiungi Ryan Gomes che non è male, e il contratto di Theo Ratliff che ti verrebbe da sbaciucchiarlo da quanto è bello (http://www.hoopshype.com/salaries/minnesota.htm), il quadro appare quasi roseo. Anzi se aggiungi le scelte e i soldi e paragoni il tutto a quello che i Grizzlies si sono portati a casa per Gasol sembra un affare vero. L’unico a deludere è Gerald Green (http://www.nba.com/playerfile/gerald_green/index.html), mentre Seb Telfair sta sprofondando nell’anonimato, lui che sta sotto ai riflettori da quando aveva 14 anni. In definitiva Minnie non può lamentarsi, anche perché basta un po’ di culo con le palline e arriva Derrick Rose. Prima di chiudere torniamo a casa di Al. Qui scherza con Amare Stoudamire e tutti i Phoenix Suns: http://www.youtube.com/watch?v=q0p_pEzeQ-I. Il futuro è suo.

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